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Autore Discussione: Cicerone...!!!!  (Letto 5880 volte)
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luna-13@hotmail.it
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« inserita:: 13 Settembre 2008, 12:37:20 »

Modi vessatori di Verre (cicerone)
Cum signum Dianae,quod erat apud Segestanos summa religione,Verres praetor vidisset,quasi illa face,quam statua manu dextra praeferebat,percussus esset,flagrare amentia atque cupiditate eam possidendi coepit.Imperat magistratibus civitatis ut eam demoliantur et sibi dent.Nihil sibi gratius esse ostendit.Illi vero dicebant sibi id nefas esse seseque summa religione et summo metu legum et iudiciorum teneri. Cum Verres nihilo remissius arque etiam(anzi) multo vehementius instaret quotidie,res agitur in senatu Segestanorum. Itaque illo tempore denegatur et vehementer ab omnibus reclamatur(si grida contro).Postea Verres quidquid erat maximi oneris in frumento imperando Segestanis imponebat,aliquanto amplius quam pro eorum opibus(possibilità ).Praeterea magistratus eorum convocabat;optimum quemque et nobilissimum ad se arcessebat;singillatim unicuique se calamitati fore denuntiabat,universis se funditus eversurum esse illam civitatem minabatur.Itaque aliquando,multis malis maioreque metu victi,Segestani praetoris imperio quam celerrime parendum esse decreverunt.

Servio Tullio diventa re (Cicerone)
Post tarquinium Priscum Servius Tullius primus iniussu populi regnavisse traditur, quem ferunt madre nobili sed captiva natum esse. Cum domi Tarquinii educaretur atque ad epulas regis adsisteret, non latuit scintilla ingenii quae iam elucebat in puero. Itaque Tarquinius, qui admodum parvos habebat liberos, sic Servium diligere visus est ut is eius filius haberetur vulgo: eum enim omnibus iis artibus, quas ipse didicerat, erudientum curavit. Cum non multo postea Anci filii Tarquinium interemissent, Servius non iussu sed voluntate civium regnare coepit. Dum interim Tarquinius ex vulnere aeger fuisse et vivere falso creditur, ille regio ornatu ius dicere istituit, multaque comitate ac benvolentia usus, obaeratos pecunia sua liberavit. Cum vero duo Ancii filii aegre ferrent se paterno regno fraudatos esse et petere a patribus coepissent ut Servius imperio privaretur, is populi voluntati se committere voluit iussusque est regnare.

Grazie in anticipo...ciao

« Ultima modifica: 13 Settembre 2008, 12:43:02 da join » Registrato
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seneca@skuola.it
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« Risposta #1 inserita:: 26 Settembre 2008, 17:58:07 »

è un po' fuori tempo, ma magari ad altri può tornare utile...

Modi vessatori di Verre
Dopo che il pretore vide la statua di Diana, che era nella più alta venerazione presso i Segestani, come se fosse stato colpito da quella fiaccola, che la statua reggeva con la mano destra, prese ad ardere dalla follia e dal desiderio di possederla. Comanda ai magistrati della città  di farla scendere e di darla a lui; fa vedere che nulla era più gradito. Però quelli dicevano che per loro quello era un sacrilegio e che essi si mantenevano nel massimo rispetto e nel massimo timore delle leggi e delle sentenze. Poichè Verre insisteva in modo per niente più mite e anzi ogni giorno con maggior veemenza, la cosa fu discussa nel senato dei Segestani. Pertanto in quel moneto gli è rifiutato e gli si grida contro da parte di tutti con violenza. In seguito Verre, nel chiedere ai Segestani sul frumento, imponeva tutto quello di onere, parecchio di più rispetto alle loro possibilità . Inoltre convocava i loro magistrati; richiamava a sé tutti i più autorevoli e celebri; costantemente esclamava che egli sarebbe stato di danno ad ognuno di loro, e minacciava tutti che avrebbe rovesciato interamente dalle fondamenta quella città . Perciò alla fine, vinti dai molti mali e da una paura maggiore, i Segestani decisero che si doveva ubbidire il più velocemente possibile al comando del pretore.

2) Servio Tullio diventa re
Si vuole che, primo senza ordine del popolo, regnasse Servio Tullio, che si dice nato da una schiava tarquiniese e da un cliente del re. Educato con la servitù della casa reale al servizio della mensa, benché ragazzo, il cui vivido ingegno non tardò a farsi conoscere, tanto era intelligente in ogni servizio e in ogni parola. Tarquinio dunque, che aveva allora figliuoli in tenerissima età , aveva una tal predilezione per Servio che tutti lo credevano suo figlio. E Tarquinio faceva dare al ragazzo la perfetta e squisita educazione greca ch'egli stesso aveva avuta. Ma quando Tarquinio morì per tradimento dei figli di Anco, e Servio cominciò a regnare come già  ho detto, non per espressa legge ma per volontà  e consenso dei cittadini.
S’era sparsa la voce che Tarquinio soffrisse per le sue ferite ma non fosse ancor morto, in abiti regali, amministrava la giustizia e liberava i debitori col proprio denaro.
In verità  poichè i due figli di Anco sopportavano a fatica di essere stati defraudati del regno paterno e avendo cominciato a a pretendere dai padri coscritti che Servio fosse privato del comando, egli si volle affidare alla volontà  del popolo e (gli) fu ordinato di regnare.
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